Comunicazione visiva: figure ambigue

Ma quante gambe ha?

Ma quante gambe ha?

La percezione consiste nell’ assegnare un significato agli stimoli provenienti dagli organi di senso e nell’attribuire ad essi proprietà fisiche: nitidezza ad un’ immagine, grandezza ad un oggetto, chiarezza ad un suono, ecc.

Secondo il senso comune (” realismo ingenuo” – per chi volesse approfondire l’argomento ecco un ottimo PDF dell’Università di Psicologia di Trieste) le proprietà fisiche attribuite ai dati dell’esperienza sono oggettive.

Secondo la psicologia scientifica sono frutto di un’elaborazione mentale e risentono di processi cognitivi di classificazione, la percezione è una mera registrazione sensoriale, mentre per la psicologia è una complessa interpretazione della realtà.

Diverse sono le teorie che hanno sviluppato questo concetto, ricordiamo le principali:

  • Teoria empirista di Helmholtz, 1870: la percezione è la somma di sensazioni elementari, integrate dalle informazioni apprese in precedenza. Gli stimoli attuali vengono interpretati in base alle esperienze passate.
  • Teoria della Gestalt,1935: gli psicologi della Gestalt avevano un approccio globalistico alla realtà e rifiutarono la frammentarietà di Helmhotz. La percezione non è cumulativa e non è influenzata dal passato, ma si compie all’istante in base alla distribuzione degli stimoli, ai loro rapporti e ai “principi di unificazione figurale”.
  • Movimento del New Look of Perception, anni ’60 : la percezione è influenzata dal significato emotivo dello stimolo. I bambini poveri percepivano come più grande una moneta rispetto ad un disco di carta di pari dimensioni, perché la loro condizione economica difficoltosa li portava a sopravvalutare stimoli in contrasto con essa (moneta) rispetto a quelli neutri (disco).
  • Teoria ecologica di Gibson, 1966 : la percezione non è atomistica, né globalistica, né motivazionale. In un ambiente vengono colti di preferenza stimoli che si prestano al raggiungimento di un fine, cioè proprietà strumentali di un oggetto, come “commestibilità”, “percorribilità”, ecc.

Illusioni percettive

Le illusioni percettive confermano l’ipotesi della psicologia scientifica: la percezione non è una registrazione sensoriale come sostiene il senso comune, ma una complessa interpretazione della realtà. La percezione è un processo cognitivo e non solo sensoriale.

Le illusioni sono percezioni di oggetti costruiti mentalmente, ma in realtà inesistenti.

I principali tipi sono:

  • Ambiguità figura-sfondo = scambio di ruoli tra figura e sfondo. L’inversione avviene quando le figure ruotano di 90°

FiguraSfondo
La spiegazione sta nel fattore simmetria: le figure nere hanno una simmetria a V, mentre le figure bianche hanno una simettria a H.

  • Ambiguità di significato = metamorfosi strutturale e semantica. Alcuni disegni, appena osservati sembrano raffigurare un dato oggetto, quando avviene l’inversione, raffigurano tutt’altro.
Signora anziana o salone pieno di persone

Signora anziana o salone pieno di persone?

uomo o donna?

uomo o donna?

  • Ambiguità di posizione = cambiamento di giacitura o del punto di vista, esempi classici sono:
Ambiguità di posizione

Ambiguità di posizione

Figura impossibile

Figure impossibili

  • Ambiguità tutto parti = esempio classico è l’Arcimboldo, il tutto dà una soluzione (le figure umane), le parti un’altra ( gli ortaggi).
Arcimboldo

Arcimboldo

Fonti:

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Alberto TrussardiFondatore del progetto webfandom, è un Web Designer freelance di Bergamo che collabora in tutta Italia con diverse aziende nel campo dello sviluppo web e marketing online. Ama l’arte e la poesia, due ottime compagne che lo aiutano a trovare ispirazione per i lavori che svolge.
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18 COMMENTI

  • Federico 26 novembre 2009

    Ottimo Albe! Si può solo imparare.

  • Lorenzo C. 26 novembre 2009

    Livello alto.
    E’ sicuramente un ottimo articolo ma non è accessibile a tutti.
    Complimenti

  • Alberto 26 novembre 2009

    Ciao Lorenzo!
    Forse non è molto semplice, ma è la base per poter poi costruire dei buoni artefatti comunicativi!
    Tranquilli è l’ultimo articolo riguardante questo argomento! Buona giornata! ;)

  • Claudio Semperboni 26 novembre 2009

    Non ci capisco molto, ma mi fido :D

  • Roberta 26 novembre 2009

    Ottimo Albe hai completato bene il discorso! Ciao!

  • Francesca Russo 27 novembre 2009

    Ottimo articolo è possibile avere i pdf dei tuoi articoli?
    Se si come faccio a farli?

  • Alberto 27 novembre 2009

    Dovresti copiare e incollare in word e poi convertire il documento in pdf.
    Se non sai come ti consiglio quest’ottimo programma gratuito che te lo converte.

    http://sourceforge.net/projects/pdfcreator/

    Altrimenti puoi venirmi a trovare ogni volta che vuoi su queste pagine. Io non scappo ;)

  • Francesca Russo 27 novembre 2009

    Ok provo, al massimo se ho problemi ti posso inviare una mail? Grazie mille anche per la celerità della risposta!

  • Alberto 27 novembre 2009

    No problem, invia pure! Ciao buona serata!

  • Marcohof 30 novembre 2009

    Volevo segnalarti:
    Teoria empirista di Helmhotz, 1967: <- Credo che tu abbia fatto un salto di 1 secolo in avanti.
    Un saluto. :D

  • Alberto 30 novembre 2009

    oooops!! Grazie Mille Marcohof ho corretto subito, nel nome avevo dimenticato una l … Helmholtz – 1870.
    Grazie ancora per la segnalazione ;)

  • elisa 4 dicembre 2009

    A me piacciono molto questi articoli; mi spiace che la serie sia terminata, spero che magari in futuro tornerai ad affrontare questi temi. Grazie davvero di averci spiegato questi principi della comunicazione visiva! ;)

    • Alberto 4 dicembre 2009

      Tranquilla Elisa! Per gennaio verranno rivisitati e verranno aggiunte delle parti per avere un manuale del corso completo.

      Ora comincia la parte del Brand Design che durerà qualche settimana!!! Alla prossima!

      risposta a:  elisa Rispondi
  • giulia 8 aprile 2010

    ke brutti questi disegni

  • Albe 8 aprile 2010

    ahahah beh Giulia diciamo che possono non piacere! Sono interessanti per come sono stati costruiti! ;)

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