Comunicazione visiva: metodi per iniziare ad attivare il pensiero creativo

Lo scorso articolo di comunicazione visiva, abbiamo definito gli step per iniziare a progettare un marchio.

Nell’articolo di oggi analizzeremo i punti essenziali per iniziare ad attivare il pensiero creativo.

Di metodi ce ne sono tanti, ragionando per passi possiamo dividerli in:

  • BrainStorming
  • Definire l’organizzazione con 4 aggettivi
  • Associazione di un’idea con un materiale
  • Analisi del significato primo e secondo
  • “Se fosse…”
  • Analisi dell’utilizzo del prodotto

Ad esempio analizzando punto per punto in riferimento al caso di una pizzeria: la definizione dell’organizzazione con 4 aggettivi potrebbe essere: appetitosa, profumata, allegra, gustosa.

L’associazione di un’idea con un materiale potrebbe essere: PROFUMATA = LA LAVANDA.

Analizzando il significato primo e secondo potrebbe essere:

  • significato primo: gustosa, allegra
  • come significato secondo: un persona dolce, allegra, buona ecc…

L’analisi del “Se fosse … “ è molto immediata! Se fosse gustosa sarebbe una caramella per esempio.

Analizzare l’utilizzo del prodotto consiste nel porsi una serie di domande, come ad esempio:

  • chi mangia la pizza? Ragazzi, adulti, nonni …
  • come una persona manga la pizza? Con le posate, con le mani, pigandola …
  • perchè una persona mangia la pizza? Perchè ha fame, perchè soddisfa una voglia …

Dalla generazione delle prime idee si può passare alla stesura di una mappa mentale che è una nuvola di concetti, che si costruisce durante la fase di generazione delle idee.

È importante evidenziare, le idee che rispecchiano meglio l’identità di marca facendo distinzione tra

  • idee stereotipate (luoghi comuni)
  • idee originali (innovazione)

Per generare la mappa mentale si può fare un BrainStorming, ovvero una riunione di un gruppo di persone per sviluppare idee.

Con la guida di un moderatore, dato un obiettivo e delle chiavi di guida, si fanno proposte, proposte, proposte, senza un ordine prestabilito, senza mai fermarsi, senza commentare o fare considerazioni, magari ridendo, ma senza bloccare per alcun motivo il flusso di pensiero.
La mappa mentale serve per annotare e tener traccia delle connessioni tra i concetti divergenti che si stanno elaborando.

Esempio di mappa concettuale relativa ad un'azienda di fotoritocco

Eseguito tra quattro persone possibilmente diverse, che rientrino nel target cui è destinato l’oggetto, che non siano operatori del settore.
Il moderatore spiega cosa si vuol ottenere e annota tutte le chiavi ad esempio il colore, sensazioni, caratteristiche ed attributi di ciò che si sta cercando.

Dopo una fase “a ruota libera” si rielaborano i concetti ordinandoli in uno schema più ragionato eseguendo:

  • Rilettura di tutto l’elenco
  • Catalogazione delle idee: suddividisione in gruppi per analogie ed eliminazione delle eventuali ripetizioni
  • Evidenziazione delle proposte che piacciono, anche senza un motivo particolare
  • Valutazione delle idee: allo scopo di giungere ad un “elenco ragionato” dei concetti più interessanti.

Elenco ragionato derivato dalla mappa generale

Finita la stesura dell’elenco si può passare ad una ricerca iconografica del materiale, argomento che però verrà trattato nel prossimo articolo.

fonti:

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Alberto Trussardi

Alberto Trussardi è un Web Designer Freelance di Bergamo. Studentre universitario presso il Dipartimento di Scienze Informatiche dell'Università degli Studi di Milano. Ama la grafica e tutto quello che gravita attorno al design, informatica e web.
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7 COMMENTI

  • Ludovica
    22 gennaio 2010

    Tutta sta roba per disegnare un marchio?
    Cavolo non pensavo che ci fosse dietro un lavoro così complicato.
    Pensavo che uno avesse l’ispirazione elo disegnasse, ma evidentemente mi sbagliavo.
    Imparo tanta roba dai tuoi articoli Albe anche quello su come risparmiare 7000 euro di licenze è veramente utile. grazie

  • Giorgio Passeretti
    22 gennaio 2010

    Utile! Salvato nei bookmark!
    Così giusto per fare un’osservazione, non riusciresti a mettere quei bottoni di condividi su facebook e twitter? Spesso leggo roba interessante qui e avrei piacere di condividerla, ma ogni volta devo fare login nei social, accorciare le url e pubblicare il link.

    E’ un mio parere! Se non puoi per motivi tecnici non ci sono problemi!

  • Alberto
    22 gennaio 2010

    Hai ragione ora li inserisco. Grazie!

  • Rob
    22 gennaio 2010

    Bello Albe utile come articolo!

  • Federico
    22 gennaio 2010

    Quando ti dicevo io di inserli mi mandavi a …. ora che te lo dice un altro lo fai!
    Bravo bravo bell’amico che ho! Grazie tante …
    XDXDXDXD SCHERZO ALBE!!! :D
    Ho letto un libro su come generare dei brainstorming efficaci e uno che invece li demoliva quasi quasi ti scrivo un articolo dove li metto a confronto.

  • Alberto
    22 gennaio 2010

    Grande Fede! Scrivi pure ;)

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