Comunicazione visiva: i simboli come ponte universale tra linguaggio delle forme e diretta esperienza della realtà percepibile
Vi ricordate cos’è il segno?
Il segno figurativo viene interpretato in base al suo significato letterale, un pittogramma non si riferisce a una parola in un vocabolario dato, ma a un oggetto del mondo reale.
Esso può anche rappresentare un concetto o un’idea mentre un’ideogramma combina i significati individuali di due segni per creare un terzo significato.
Li avete mai visti?
I due simboli derivano dal Set di simboli standard disegnato da Cook & Shanosky Ass. in collaborazione con l’American Institute of Graphic Arts nel 1974.
Costituiscono un geroglifico internazionale per i trasporti pubblici.
I loro progenitori furono creati, dal filosofo, economista e sociologo viennese Otto Neurath negli anni ‘20.
Neurath e i suoi colleghi costruirono un universo di:
- persone
- luoghi
- oggetti
- azioni
Questo universo venne chiatato Isotype (International System Of TYpographic Picture Education) il quale introduce alcuni semplici, ma importanti principi per la rappresentazione dei dati quantitativi.
Per ogni oggetto o categoria da rappresentare viene creato un segno le cui caratteristiche essenziali sono:
- la semplicità
- la riconoscibilità
- l’immediatezza
Si deve quindi evitare che il segno abbia troppi dettagli.
Nelle parole di Neurath:
Un’immagine che fa un buon uso del sistema deve trasmettere tutte le informazioni importanti riguardo all’elemento che rappresenta.
Al primo sguardo si vedono gli elementi più importanti, al secondo i meno importanti, al terzo i dettagli.
Al quarto, non dovrebbe cogliersi più nulla.
Ogni segno deve essere comprensibile senza l’aiuto di parole.
La semplicità del disegno permette anche di allineare i diversi segni Isotype su una stessa linea, come si farebbe con i caratteri tipografici.
Anche la tavolozza cromatica è ristretta e i colori suggeriti sono sette:
- bianco
- blu
- verde
- giallo
- rosso
- marrone
- nero
e devono essere abbastanza diversi tra loro da essere sempre identificati dall’osservatore.
fonti:
- Triennale di Milano – Otto Neurath: ISOTYPE e lo sviluppo dei segni globali moderni
- Slides del corso di Comunicazione Visiva 08/09: “Design delle icone” Prof. Paola Trapani e Prof. Enrico Delitala – Università degli studi di Milano Dipartimento di Scienze Informatiche








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bravo alberto! bel post tratto da fonti più che affidabili!
Ma non manca la parte della statistica? Era la cosa più importante per cui viene ricordato Otto …
è nel prossimo articolo Jack!
Ottimo thx! Attendiamo il prossimo!
non sapevo nulla di sta roba grazie farò una googolata per approfondire
condiviso! grazie
ah, le basi della grafica! Meraviglia!
interessante per chi di basi non ne ha! Ottimo