Comunicazione visiva: breve introduzione sulla storia della tipografia
Spesso parliamo di caratteri, di stampa, d’impaginazione … Ma le sue origini?
Non si può parlare di tipografia senza fare una breve storia di come nacque.

Fino alla scoperta dei caratteri mobili di Gutemberg l’unico modo che si conosceva per stampare in più copie era la xilografia, una tecnica che consisteva nell’incidere con bulini di diversa misura la matrice in legno su cui si voleva riportare il soggetto da riprodurre.
Scavando intorno al segno che così rimaneva in rilievo sulla tavola (tecnica chiamata per questo incisione a rilievo, al contrario dell’incisione su metallo, nella calcografia, nell’acquaforte che sono invece ottenute col procedimento inverso chiamato incisione ad intaglio).

Bulino
Di seguito vi riporto un video in cui è possibile vedere come è possibile stampare su carta il calco di un’acquaforte:
Nel 1456 Johann Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili.
Il procedimento consisteva nell’allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta o di pergamena.
L’innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri e di risparmiare molto tempo rispetto alla copiatura manuale.
La lega per i caratteri di Gutenberg era formata da piombo, antimonio e stagno, questo perchè resisteva bene alla pressione esercitata dalla stampa.

Lega di caratteri
Ecco un esempio di forma di stampa completa:

Forma di stampa
La macchina ebbe subito una diffusione rapidissima in tutta Europa e questa tecnica di stampa rimase invariata fino ai primi dell’800.
I veri cambiamenti arrivarono quando Friedrich Koenig costruì, a Londra, nel 1814, la prima macchina da stampa pianocilindrica, la quale consentiva un formato molto più ampio che non il torchio, e una velocità di stampa per allora sorprendente (1100 copie orarie, rispetto alle precedenti 300), agevolata dalla inchiostrazione incorporata e dall’energia a vapore, appena inventata, che muoveva tutta la macchina.

Macchina da stampa pianocilindrica
Verso la fine dell’800 vennero inventate altre macchine come la Linotype (1886) e la Monotype (1894), ma il vero boom avvenne nel 900 con l’avvento della tipografia digitale.
Nel 1984 Macintosh, per la realizzazione di materiale editoriale: avvicinò la progettazione dello stampato virtuale alla sua realizzazione cartacea, con un conseguente controllo e visualizzazione diretta del risultato tipografico sullo schermo.
E’ la vera rivoluzione, il grafico non dipendeva più dal tipografo o dal ritoccatore fotografico.

All’inizio dell’era informatica le lettere visualizzate a schermo erano matrici di punti (bitmap).
In seguito si afferma il linguaggio post-script di Adobe nel 1983-85 e i caratteri diventano dei tracciati vettoriali scalabili (mediante la descrizione matematica delle curve di Bézier), che vengono rasterizzati dalle periferiche durante la fase di stampa.

Dopo questa breve introduzione nella prossima lezione analizzaremo la struttura di un carattere, con particolare attenzione alla sua anatomia.
Di seguito vi riporto anche un breve video, realizzato molto bene che riprende il processo produtivo di un libro:
Per chi volesse un approfondimento sulla storia della tipografia consiglio la lettura di quest’ottimo documento.
Fonti e bibliografia:
- Slides del corso di comunicazione visiva: prof. Enrico Delitala e prof. Paola Trapani
- Wikipedia
- Abecedario del grafico: La progettazione tra creatività e scienza – Michele Spera – Gamgemi editore
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Alberto Trussardi è un Web Designer Freelance di Bergamo. Studentre universitario presso il Dipartimento di Scienze Informatiche dell'Università degli Studi di Milano. Ama la grafica e tutto quello che gravita attorno al design, informatica e web.
Come scritto in Wikipedia: "Il fandom e' una sottocultura formata dalla comunita' di appassionati che condividono un interesse comune in un qualche fenomeno culturale." 








bel post, ottimo ripasso
Grazie Alberto l’ho visto ora! Ottima sintesi aspetto il prossimo grazie ancora.
Il video finale è stupendo lo farò vedere ai miei alunni.
Arrivo tardiiiiii!!!!!
Bella albe ottimo articolo come al solito c’è molto da imparare!
Complimenti ottima sintesi!
Grande Albe!!! Ma se seguo questo corso posso dare anche l’esame? C’è tutto?
Devi seguire … qui ci sono alcune cose in più e altre volte cose in meno rispetto al corso completo.
Ho capito …
Davvero 1 ottimo post, complimenti!